DUCATI
| Desmo Weekend al Carcano Ranch + Raduno Benefico DOC Mantova - Maggio 2010 |
|
I programmi erano quelli: Andrea “CrazyHorse – Bilu – Strip – Vomitino” Bilucaglia con il suo Monster 620 e Diego “Felipe - Bertolaus” Bertolino con la sua nuova Multistrada 1200 bianca dovevano trovarsi al bar alle 14,30 del sabato pomeriggio, per raggiungermi, poi, a casa alle 15, da dove, infine, saremmo partiti con destinazione Montebello Vicentino. Alle 15 non vedo arrivare nessuno. Aspettiamo ancora un po’…a volte il ritardo capita. Alle 15,25 mi chiama Diego: il Bilu ha avuto un inconveniente alla moto, ed il suo mezzo non ne vuole sapere di partire. Mi dice di aspettare l’apertura dei meccanici per cambiare la batteria. Ma non sanno che vendono le batterie scariche? Aspetto ancora un po’ e li richiamo. Mi finisco di vestire e li raggiungo in città. Non sono al bar, e Diego mi comunica che si sono spostati alla Bilu’s House, poco distante. Vado. Li trovo nei garage, sotto al palazzo, col Bilu in preda a crisi di panicopaura. La moto non parte neppure collegata alla batteria dell’auto: e qui mi sorge il dubbio…sarà mica che la batteria non c’entra un fico secco? Proviamo col solito sistema…la spinta, e la moto parte subito. Rimonta su tutto e prepara. Andre inizia ad aprire tutte le borse e gli zaini del mondo…e che cerca? Le sigarette! Ora gli tolgo la pelle di dosso…abbiamo solo 2 ore di ritardo!!! Io ho già fatto il pieno di benza, quindi manca solo il Bilu (al solito) per essere davvero pronti alla marcia. Ma mentre siamo fermi al distributore del McDonald’s (ma non per un cheeseburger!), mi chiedo…ma dove cavolo credono di andare questi due beduini che mi porto appresso? Cioè…ma quanti bagagli hanno? Descrizione fantozziana. Diego ha caricato entrambe le borse della Multi talmente tanto che quando gli ho chiesto se avesse spazio per una mia camicia, mi ha risposto che “un po’ stretta e schiacciata ci sarebbe stata”! Ah…e non ho parlato dello zaino caricato come una alpino del 15-18!!! Andrea ha invece due borse (serbatoio e sella passeggero) pronte all’esplosione…più sacco a pelo legato fuori con il ragno. Finalmente si parte…Autostrada (purtroppo) e via di rettilinei. Riusciamo ad arrivare fino a Desenzano col primo pieno. Pausa caffè. E lì trovo una chiamata persa del Von Fuppen. Ci sentiamo e mi dice di essere sulla Brennero in direzione Venezia. La sosta è un po’ più lunga del previsto, ma si riparte. La tortura autostradale è quasi finita…e sperando di esseri passati inosservati all’occhio sempre presente del Tutor(e) della Strada, ci apprestiamo ad uscire al casello di Montebello Vicentino…ove ci aspetta El Moro, esimio presidente del DOC RomboDesmo. Lì troviamo anche il Nanni (sempre il grande Vice del DucatiLife from Bolzano), che ci saluta in piedi nella piazzola. Li raggiungiamo e capiamo che certo non devono essersi annoiati in nostra assenza, visto il continuo passaggio di gnagna… Dopo i saluti del caso saltiamo di nuovo sulla moto e seguiamo i due ducatisti automontati fino alla casa di campagna del Moro…un bel casale isolato dal mondo, in quel di Sarego, Non facciamo in tempo a scendere dalla moto, che già il premuroso padrone di casa ci offre una birra fresca. Mezzi spogliati iniziano gli scatti d’autore…persino sopra ad un “muletto” di casa Pettena. Poi ci cambiamo, finalmente, e saltiamo a bordo della macchina del Moro. Andiamo alla festa? No. Non subito. Prima una fermata al bar del paese per una visita alla sede del Rombodesmo, ed ovviamente uno spriz ci scappa. E lì abbiamo appuntamento con Pieralberto, altro socio del DOC Alessandria, lì in traferta lavorativa. Ripartiamo. Finalmente la destinazione è Alonte, al Carcano Ranch, regia dimora di Bratch, desmopresidente della Squadra Corse. Posteggiate le macchine “in camporella” accediamo al ranch e ci leghiamo il bracciale di riconoscimento al polso. E dentro troviamo alcune conoscenze di desmodromica memoria. Salutiamo subito il padrone di casa che ci accoglie come vecchi compagni d’armi; poco oltre incappiamo nel Manu (delle Pecore Nere di Verona), nello Zio e in SuperHomo (del Ducati Dreams di Napoli)… E la festa abbia inizio! All’inizio niente musica. C’è la partita dell’Inter…la finale di qualcosa che ora non mi sovviene…cazzo mi frega a me!!! Comunque il gesto atletico termina bene per la squadra italiana… Ed ora è tempo di musica. Finalmente. E di birra...a giudicare dalla quantità di fusti presenti e pronti alla spillatura. E pure qui non manca lo spriz. Continuiamo a goderci l’ambiente spettacolare e la bella gente presente. Intanto facciamo visita abbastanza di sovente alle signorine addette agli alcolici, ma ci rifocilliamo anche di buona pizza e di patatine come se piovesse. In giro per il cortile troviamo anche la Mary, che giracchia con noi fino a tarda sera. Si addensano nubi sulle nostre teste, ed ogni tanto cade una goccia. La cosa non spaventa quasi nessuno. E si continua a ballare a ridere all’aria aperta. I liquidi continuano a scorrere…e con loro il divertimento. Il Bilu, intanto, è sparito. Qualcuno, non ricordo chi, mi dice che si è andato a cacciare nella macchina di Pieralberto…in uno stato comatoso-vegetativo. Lo raggiungo per verificarne le condizioni…e ritrovo il solito “vecchio” alcolista che non regge l’alcol! Dice di voler restare ancora un po’ lì…ma sappiamo tutti che la cosa non significa altro che lo rivedremo domattina aleggiare come un fantasma in giro per casa. Beh, almeno non dovremo più cercare, per stasera, l’interruttore “off” sul retro della sua scatola cranica. Entriamo in pista, accompagnati dalla musica panicopaura che tanto piace al nostro fu-eroe appena defunto sul sedile posteriore di una Rover. Inizia a piovere. Ed in pista restiamo solo noi del DOC Alessandria, Zio Paolo e SuperHomo. Certo, loro non hanno paura dell’acqua…abituati come sono a viaggiare in moto con ogni condizione atmosferica. La pioggia batte, ma noi non ci fermiamo. Non ci fermiamo certo prima della fine della musica. Il DJ ci chiede pietà per la sua attrezzatura che si sta bagnando e così dobbiamo dargliela vinta e torniamo tra tutti gli altri che hanno badato a tenere le loro teste al riparo del portico… E’ ora dei saluti, temiamo…così salutiamo i presenti che conosciamo…e mi accorgo solo una volta partiti in auto, di non aver più visto il Manu, e quindi di non averlo salutato…e di questo devo ancora chiedergli scusa! Torniamo, bagnati come pulcini, alla residenza del Moro. E ci prepariamo le brande. Il Moro dorme a terra, Diego, Bilu ed io prendiamo tre divani in una angolo della grande stanza d’ingresso, Von Fuppen e la Mary si dividono un grande divano a “elle” dall’altra parte del salone. Una volta sistemati in branda…cadiamo addormentati come sassi in men che non si dica, anche sapendo che la sveglia trillerà tra poche ore…e a tal proposito il Barone Von Fuppen minaccia ritorsioni di carattere corporale nei confronti di chiunque punti una sveglia prima delle 9. Peccato che noi dovremmo essere alle 9,20 al Ritrovo Primavera…a Valeggio sul Mincio!!! Facile a dirsi…vabbè, almeno c’è la volontà di provarci. Acciderbolina…alle 6 e mezza son già sveglio. Fortunatamente crollo nuovamente fino alle 8,20 circa. Cavolo quanto è tardi. Prendi i calzini, raccogli le mutande, butta tutto in borsa e cerca il flessibile per lavare i denti…come suole dire il nostro CrazyHorse. Quest’ultimo, intanto, ci allietava raccontando di come avesse ucciso una rana che aveva visto nel rio fuori casa. Dico io ucciso. Ma non credo che le conseguenze per le siano state tanto meglio, se si tiene conto di cose lui le ha fatto SOPRA! Alla fine riusciamo a partire. Non prima, ovvio, di aver ringraziato il Moro della fantastica ospitalità e di aver salutato tutti gli altri, toscani e non. Vi giuro che avrei voluto qualcuno scattasse una foto al Nanni…era bellissimo agghindato alla maniera di Wallace con una coperta che gli cingeva spalla e fianco. Gli mancava solo lo spadone, anche se lui dirà sicuramente di averlo avuto, ma di averlo nascosto! Ma che ci volete fare? E’ pur sempre un vice…e come tale ha sempre ragione! Diamo una spintarella al Bilu perché la sua belva possa ruggire nuovamente, Diego mette in moto la sua Bianchina con la forza di un peto all’interno della tuta (ci ha spiegato che è un tipo geloso delle sue cose…e vuole tenersele tutte per sé), e siamo di nuovo in sella, pronti a cacciarci ancora in autostrada. Non ne abbiamo tantissima da fare…ma l’uscita di Peschiera è separata da noi, oltre che da un po’ di chilometri, anche da due begli incidentini (fortunatamente non parevano gravi) che hanno causato la classica coda…da incidente in autostrada! Ma guarda! Arriviamo come tre frecce (ovviamente in senso figurato…avendo noi rispettato sempre il CdS) al Ritrovo Primavera, a Foroni, giusto in tempo per vedere il Giuly, carico di Martina, e Luca (entrambi colonne portanti del MonsterTeam) che stanno uscendo dal cortile sterrato. E’ tardi, ci dicono. Così salutiamo al volo la Marina…e vediamo la nostra colazione che sfuma tristemente. Cavolo…ho uno sbrano da cinema. Ci incolliamo alla ruota posteriore di Giuly e ci dirigiamo nel mantovano. Non abbiatene a male con me, ma proprio non ricordo il Comune in cui ci siamo ricongiunti al DOC Mantova. Fatto sta che siamo arrivati lì poco dopo le 10,30…giusto in tempo per l’iscrizione al raduno e al pranzo. Non ero mai stato a Mantova…e devo dire che le rotonde della sua periferia mi son piaciute un sacco! Cazzo…anche stavolta niente turismo CULturale… Parte il giro e ne abbiamo per una quarantina di chilometri. Siamo in riserva sparata, ma fortunatamente andiamo molto piano, quindi non abbiamo problemi di carburante. E se pure ne avessimo potremmo utilizzare il serbatoio di Bianchina come le gobbe dei cammelli…e qui so che Diego mi odierà! Il giro termina, udite udite, a Roverbella…ma, ahimè, il posto più bello del mondo (il Breaks Beer) a quest’ora infausta è chiuso…un po’ come il mio cervello, che gira ancora a un solo cilindro. Cervello chiuso, mal di testa, dolori alla schiena ed una punta di mal di stomaco disegnano perfettamente NON quelli che sono i sintomi di una strana malattia di un paziente del Dottor House, ma come mi sento io al momento del nostro arrivo al Centro La Quercia, centro nato per aiutare ragazzi meno fortunati di noi. Qui, in una parentesi seria, vorrei ringraziare per l’ospitalità Davide, Presidente del DOC Mantova, e tutti i suoi collaboratori. MA non vorrei dimenticare tutte le persone conosciute all’interno di queste stupenda struttura, nata, come ci hanno spiegato, non per avvilire, ma per far sorridere chi ne ha davvero tanto bisogno. Una bella esperienza. Il Bilu apre la farmacia e mi da alcuni prodotti quasi sicuramente presi ai Magazzini Generali di Milano, durante una delle sue serate da paura. Di qualunque cosa si trattasse non mi ha fatto molto quanto al collo, ma almeno mi ha reso il dolore un po’ più accettabile…anche perché ci attendevano ancora circa 20 chilometri per tornare a casa. Pranzo. Ed oggi c’è pure la MotoGP. Ed oggi c’è pure Stoner. Ed oggi si allunga di nuovo! Ma vai a cagare!!!Ma si può? Vabbè. Io so solo che poco dopo, come i vecchi Eschimesi, mi sono andato a cercare un cantuccio isolato dagli altri per andare a morire lì. La morte è durata poco, ma il risveglio è stato decisamente peggio della lenta agonia. Lentamente mi son trascinato fuori dalla mia tomba e mi son riunito agli altri, all’ombra degli alberi, in attesa della lotteria. Lotteria di cui non ho comprato i biglietti perché morto, ricordate? Ad Alessandria e provincia non siamo noti per il culo, o fortuna che dir si voglia. Ma c’è sempre qualcuno che stupisce in tal senso. E quel qualcuno si chiama Felipe (qui te lo dovevi aspettare). Non mi va a vincere i collettori in titanio per lo scarico della moto? E questa non è sfacciataggine? Glieli avremmo legati attorno al collo…ma in fondo siamo buoni…quindi ci complimentiamo con lui ed iniziamo a pensare alla partenza. Il Bas ci omaggia del loro bel “diamante”, souvenir del DOC Mantova, e ci iniziamo a salutare. Facciamo su armi e bagagli…e partiamo. Son quasi le 17…abbastanza tardi. L’intenzione è quella di proseguire su provinciale fino a Cremona (tanto per farci ancora qualche iperstaccata pre-rotatoria) per poi saltare in autostrada e concludere così il bel viaggio. Rifornimento alla partenza e via. Tutto scorre bene, come all’andata. Ma è un po’ come “Il Sabato Del Villaggio”. I sorrisi ci sono. Abbiamo passato belle ore coi nostri amici. Ma anche questo weekend di festa è, purtroppo, terminato…e noi dobbiamo già tornare a casa. Il viaggio è regolare e, come per l’andata, speriamo che non arrivino verdi sorprese nelle nostre cassette postali, nei prossimi 150 giorni. Non siamo andati come disperati…ma qui sembra di essere in guerra. Chi percorre oltre 50 chilometri da casa non sa se tornerà con o senza la patente! E pure stando attenti ai segnali la cosa è difficilissima. In moto, poi… Saluto tutti quelli che hanno trascorso con me questa bella avventura. Quelli citati e quelli no. Mi auguro di vedervi di nuovo questo weekend in quel di Alessandria per il nostro raduno very DOC..e comunque do appuntamento a tutti (ma proprio tutti) al WDW… Ciao ragassi… JJ
|




