WDW 2010 - Giovedì

I ricordi ci sono. Sono un po’ confusi, forse, ma ci sono. Del resto son passate settimane, ormai.

Oggi è il 27 giugno. Giorno di paga, ma il mio viso non sorride troppo. Sento la mancanza dei miei amici. Sento la mancanza di quell’ambiente in cui tutto era terribilmente desmo.

Giovedì.

La sveglia del mattino, seppur odiosa, è anche incredibilmente piacevole. Tutto ha inizio, finalmente. Il WDW 2010 inizia oggi.

Ma io ho un problema. Anzi due.

Anzitutto, l’idea di svegliarmi ogni mattina e vedere di fianco a me (in altro letto, beninteso) il pizzetto di Diego non è esattamente la cosa che più mi fa sognare nelle calde notti d’estate.

Poi, altro dettaglio, non ho cambi d’abito a seguito… son partito con una sola borsa con l’indispensabile per viaggio e serata del mercoledì sera. Ma ora non posso uscire per andare in autodromo, in questa caldissima giornata, con jeans e camicia bianca. Mica sono il Vicerè Von Fuppen, io! I miei bagagli sono in viaggio col Covi ed HypeLando che arriveranno stamattina, dotati di furgone. Così, con una previsione di arrivo del materiale attorno alle 9 passate, mi alzo con tutta calma e salgo al sesto piano per la colazione. Qui trovo anche Andrea e Gilly, arrivati da Genova dopo tutti i guai che hanno passato nel viaggio di andata e di cui ho parlato nel precedente report. Mangiamo qualcosa e poco dopo, sorpresa, il Covi si fa vivo per avvertire che sono arrivati in albergo! Benissimo…finalmente avrò una maglietta…e magari pure le mutande pulite! Con loro è arrivato anche il prode Simon “Starsky”, infortunatosi ad una caviglia il giorno prima della partenza. Il prode Galeazzo Musolesi ha utilizzato il furgone come clinica mobile. Peccato non ci fosse né il Dottor Costa né qualche bella infermiera disponibile ad un prelievo…di sangue.

Stamattina, ma più tardi,arriveranno anche Alessio, Riccardo “Ruben”, Paolo “John” e PaoloG, unica pecora nera, dotato (microdotato, a dire il vero così raccontano leggende metropolitane) di MV Agusta 312RR…lo faranno entrare? Mah…ci penso e vi rispondo…

Comunque, mi cambio e scendo in cortile. Lei, Uait Cic, è lì ad aspettarmi ed è tutta tesa all’idea di vivere il suo primo WDW. Io, al mio quarto, sono un po’ più rilassato.

Balle. Tutte balle. Non son teso, non ce ne sarebbe motivo. Ma l’adrenalina, i brividi di emozione son quelli dell’estate del 2000, quando ho varcato per la prima volta i cancelli del World Misano Circuit per il mio primo WDW. Così arrivo finalmente ai cancelli e, mostrati i braccialetti, velocemente accedo all’autodromo. È giovedì mattina e non c’è ancora tanta confusione. Ci indicano dove parcheggiare le moto e ci ritroviamo ad essere vicino alla tenda riservata ai Club DOC. E pure questa è un’emozione: nel 2007 già ero nel Ducati Club Alessandria, ma, all’epoca non avevamo ancora il riconoscimento “DOC” (chi tra voi non sa di cosa si tratti…si informi!)…così l’accesso alla tenda suddetta era qualcosa di esclusivo e lontano… Cioè, probabilmente non ci avrebbero sbattuto fuori, ma soffrivamo un po’ di delirio di inferiorità.

Oggi, invece, conduco i “miei” ragazzi al raduno più importante di sempre. Questo, stando alle previsioni, dovrebbe essere il raduno dei raduni per Ducati, e son contento di essere con loro. Vedo gli sguardi che si perdono e che vagano a 360° per cogliere ogni dettaglio di ciò che intorno a noi avviene. Come detto, durante questa giornata l’afflusso di moto non è al massimo livello, ma è normale per un raduno che si sviluppa su quattro giornate lunghe ed intense.

Recuperiamo il kit di benvenuto e giriamo un po’ per gli stand presenti. Il MonsterTeam ci lancia una sfida ciclistica…ed il Ducati Club Alessandria certo non si tira indietro. Purtroppo la sfida è a cronometro…e non “testa a testa”, nel senso che le bici elettriche son limitate e quindi possiamo recuperarne tre solo quando i bergamaschi hanno liberato le loro. Diamo agli addetti dati personali e documenti, ovviamente falsi, e saltiamo in sella…ma NON alla bersagliera, memori delle avventure di fantozziana memoria!

Il traffico all’interno del circuito è scarso e noi, inserito il rapporto più lungo, ci lanciamo in folli corse alla ricerca del nuovo record sul giro. Il Covi da spettacolo tra gli stand con traversi in stile Chambon, mentre HyperLando si scatena alla ricerca di brividi raggiungendo gradi di inclinazione da SBK! Tutto ciò dura solo meno di 10 minuti..e meno male perché, anche se servoassistata, la pedalata inizia a farsi sentire quando si resta sotto il sole ad oltre 30 gradi.

Cosa può risolvere la cosa? Cosa può dare un po’ di sollievo? Una bella spremuta di luppolo, ovvia risposta! Torniamo alla “nostra” tenda e ci ristoriamo all’ombra che Mamma Ducati ci offre.

Come già detto eviterò particolari che sarebbero solo confusi ed incasinati.

La prima giornata scorre così, con i ritrovati amici dei DOC di tutto il Pianeta Rosso di Ducati. Bello ritrovarsi tutti qui. A casa…

Io ho rinunciato al mio turno in pista regalandolo alla Alessia “Testastretta” che, bella contenta ne ha approfittato per andare a strisciare le saponette tra i “Carri”. E qui iniziamo ad accorgerci di alcuni problemi di organizzazione dei suddetti turni in pista. Già perché molti turni son “saltati” ed ora mi tocca dire ai miei soci che si son portati la tuta di pelle fin qui per nulla! Azz… Ma vedremo di sistemare il sistemabile domani…dopo la ciucca di stasera.

Ma dov’è finito il mio compagno di stanza, Diego? È sparito da questa mattina. Già…dovete sapere che è successa una disgrazia. Appena arrivati, scendiamo dalle nostre belle moto ed andiamo verso gli amici che ci aspettano con una bionda in mano. E pochi secondi dopo…”TOOOC…TOC…toc…toc…”. Gelo. Classico rumore del casco che rotola giù dalla moto in sosta. Problema: il casco in questione è l’HJC in carbonio di Diego…e Diego è un bravissimo ragazzo, ma non proprio il “Re della Commedia all’Italiana” quanto ad essere in grado di smorzare la tensione e l’incazzatura… Così, dopo una sfilza di bestemmie che han fatto perdere tre anni di vita al Santo Pontefice, piff-puff-paff…sparito! Questo è successo prima delle 11…e fino alle 17 circa, nonostante i ripetuti annunci su tutte le radio e tv locali e nazionali, di Diego nessuna traccia. Tornato dal suo pellegrinaggio tra i Monti del Nicaragua, il multistradistico Diego raccontò di aver pranzato con mitologiche creature dalla pelle di carbonio e con strane appendici sulla testa…. A questo punto a tutti noi fu chiaro che dietro l’angolo aveva sicuramente incontrato il peggior pusher delle riviera romagnola, col quale aveva fumato l’impossibile ed oltre! E tutto questo per dire cosa? Che oggi anche lui avrebbe dovuto girare in pista, ma che in seguito agli attacchi di rabbia incontrollata dovuta all’esposizione ai Raggi Gamma, il buon Diego si è fumato, oltre al suddetto impossibile, anche i 20 minuti in circuito. Questione di scelte…

Dopo la nostra bella dose di sole, caldo, e gnocca da esposizione (che non ci cagava di striscio), decidiamo di far rientro in albergo per darci una rinfrescata prima dell’uscita serale.

Stasera è prevista una sfilata dalla piazza del Comune di Misano Adriatico fino al lungomare di Riccione, ed in particolare al locale Operà. Quindi ci rinfreschiamo e cerchiamo di essere in orario? Naaaa…. Perché provare a fare qualcosa che tanto sicuramente non riuscirai a fare? Bugia…ci abbiamo provato, ma non ci siamo riusciti…come volevasi dimostrare! O così crediamo, almeno. L’appuntamento è alle 20,20 ca. noi arriviamo con 15 minuti di ritardo e…il nulla! Son già partiti. Togliamo il casco dalla testa di Diego e, in gruppo, lo scagliamo nuovamente a terra…ma con violenza, stavolta. In questo modo abbiamo scoperto che si scoprono sempre nuove imprecazioni molto gradite all’Olimpo…

Che si fa? Seduto su Uait Cic, in attesa del verde del semaforo, con al seguito una carovana sempre più numerosa, fingo sicurezza e come un Generale Custer dei giorni nostri alzo il braccio e con fare spavaldo indico “Seguitemi!”. Dove andiamo? Mah…intanto iniziamo a muoverci. Ci buttiamo sul lungomare, come da programma, e lo percorriamo per intero. L’obiettivo è arrivare dove siamo arrivati ieri sera. L’Operà, infatti, è il locale di fianco al Beach Paradise, sempre sulla spiaggia. Ma lungo il tragitto mi sorge un sospetto. Ok, siamo tutti belli sia noi che le nostre moto. Sì, sono anche famoso…ma solo quando indosso la zupertuta da zupereroe, quindi…come mai c’è gente lungo la strada appostata per foto e filmati come se stesse arrivando Obama? Vabbè…con tutte queste domande nella testa proseguo la marcia, convinto di poter vedere, da un momento all’altro, la coda della parata che ci siamo persi. Superiamo Viale Ceccarini e…ancora niente. Il mio dubbio si traduce in realtà quando arrivo nel piazzale antistante l’Operà: deserto! Oh belin…ma allora non eravamo NOI in ritardo…ma tutti gli altri!

Diciamo che abbiamo risparmiato alle nostre frizioni una bella agonia…

Birra? Ok, birra! Tanto dobbiamo aspettare arrivino gli altri…

Ammetto che l’Operà, addobbato a festa, per l’occasione, dal DOC Mercurio era uno spettacolo davvero. Arrivano infine gli altri ed entriamo nel locale. Poco dopo, però, decidiamo che la coda per procacciarsi il cibo ricorda un po’ troppo la mensa del servizio militare. Così, tutti d’accordo sul da farsi, passeggiamo per qualche centinaio di metri fino a raggiungere un ristorante “La Fattoria”, consigliato da un amico…e lì mangiamo come bufali inferociti. Alla fine della lauta cena torniamo all’Operà insieme agli amici del MonsterTeam che ci han fatto compagnia finora. E chi ti trovo nel parcheggio delle nostre moto? Sono arrivati anche da Catania! Ed eccoli qui…Paolo ed Ivo…con tutta la combriccola: Antonio, Salvatore, Antonio, Manuel…e scusate se ho dimenticato qualcuno, ma è un po’ che non vi vedo!

E’ ora di riprendere con la festa! Abbiamo sete…e chi abbiamo come barman, stasera? Michel Fabrizio! Lo guardi e pensi…mamma mia quanto va forte. Sembra un ragazzo così…normale…eppure è un campione. E come fa un campione a fare…cocktail così di merda??? Mamma mia che vodka lemon mi ha fatto! Avevo voglia, dopo, di leccare tutti i portaceneri della discoteca per dare al mio fiato sembianze vagamente umane!

E siccome noi siamo ducatisti, non siamo normali…e la cosa è dimostrata dal fatto di aver assistito al born-out fatto dentro alla discoteca da due ragazzi stranieri (forse francesi, ed in tal caso si spiegherebbero molte cose…) che avevano già i loro problemi a stare in equilibrio da soli…non oso pensare in moto. Voci attendibili indicavano in questi personaggi i pusher di Diego…

Alla fine della serata, dopo un bel po’ di ciaccole, di bevute, e dopo una serie di balletti degni di Garrison e della scuola di Amici di Maria de Filippi, facciamo ritorno in albergo…ma sinceramente l’alcol ero già riuscito ad evaporare dal mio organismo, dopo una sudata simile.

 

JJ

 
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